Gli Illiri occupano i Balcani occidentali almeno dall'Età del Bronzo, organizzati in decine di tribù piuttosto che in un solo popolo. Gli scrittori greci e romani li descrivono come navigatori e artigiani del metallo formidabili.
Il legame tra Illiri e albanesi moderni è la tesi fondativa del paese e un vero dibattito accademico. Questa sala espone l'argomentazione da entrambe le parti invece di chiuderla per asserzione, vedi Standard editoriali.
Il caso a favore della continuità
- L'albanese conserva un vocabolario indoeuropeo ereditato coerente con un substrato balcanico antico.
- La continuità dei toponimi segue le regole dei cambiamenti fonetici albanesi: Scodra → Shkodër, Lissus → Lezhë, Dyrrhachium → Durrës.
- Continuità geografica: nessuna traccia di un rimpiazzo demografico su larga scala nella regione.
Il caso contro la certezza
- L'illirico sopravvive in forse poche decine di glossi, nomi propri e toponimi. È troppo poco per dimostrare una discendenza diretta.
- Alcuni linguisti collocano l'albanese più vicino al tracio o al daco-moesico che all'illirico.
- Il vuoto tra le ultime attestazioni illiriche e le prime albanesi è di circa mille anni.
Posizione onesta: la continuità è plausibile e largamente condivisa, ma è inferenza, non prova. Dirlo non costa nulla e conferisce credibilità.
Ricerca di ARBËR, il Living Museum of Albania. I fatti pubblicati sono verificati o presentati come dibattito aperto.

